Prima di investire in nuovi contenuti o campagne, conviene sapere se il sito ha problemi che limitano i risultati. Un audit SEO esamina in modo sistematico gli aspetti tecnici, i contenuti e la reputazione online, e si conclude con un elenco di interventi ordinati per impatto e difficoltà. Per una PMI non serve un documento di cento pagine: serve chiarezza su cosa fare prima.
L’area tecnica
- Indicizzazione: pagine importanti presenti nell’indice, assenza di blocchi involontari.
- Scansione: sitemap corretta, robots.txt, collegamenti interni interrotti.
- HTTPS e reindirizzamenti: un’unica versione del sito, senza catene.
- Velocità e Core Web Vitals, soprattutto da smartphone.
- Versione mobile: leggibilità, pulsanti utilizzabili, nessun contenuto nascosto.
- Dati strutturati presenti e senza errori.
L’area dei contenuti
- Ogni servizio principale ha una pagina dedicata?
- Titoli e descrizioni sono unici e chiari?
- Ci sono pagine duplicate o troppo simili?
- I contenuti rispondono alle domande dei clienti?
- Le pagine hanno inviti all’azione visibili?
- Il blog è aggiornato e collegato alle pagine servizio?
Un audit utile parte da Search Console e Analytics: quali pagine portano visite, quali ricerche generano impressioni, dove si perdono i visitatori. Gli strumenti automatici danno molti avvisi, ma non tutti hanno lo stesso peso.
L’area locale
Per le attività con clienti sul territorio si verificano il Profilo dell’attività su Google, la coerenza di nome, indirizzo e telefono nei vari portali, le recensioni e le pagine del sito dedicate alle zone servite.
L’area dell’autorevolezza
Si analizzano i siti che collegano al sito aziendale, la presenza di collegamenti sospetti, le menzioni del marchio e il confronto con i principali concorrenti. Spesso emergono opportunità semplici, come associazioni o partner che non hanno ancora un collegamento.
Le priorità
Il risultato dell’audit va ordinato. In cima vanno i problemi che bloccano la visibilità, come pagine non indicizzate o un sito non utilizzabile da smartphone. Poi gli interventi con alto impatto e basso sforzo, come titoli migliori per pagine con molte impressioni. Infine gli interventi strutturali di lungo periodo, come nuove sezioni di contenuti.
Ogni quanto farlo
Un audit completo ha senso all’inizio di un progetto SEO, prima di un rifacimento del sito e poi una volta l’anno. Tra un audit e l’altro bastano controlli mensili sugli indicatori principali e sugli avvisi di Search Console.
Un esempio
Un’azienda di arredo bagno pensava di avere bisogno di più articoli. L’audit ha mostrato che la sitemap includeva solo metà delle pagine prodotto e che il tema generava pagine duplicate per ogni filtro. Risolti questi due problemi, la visibilità delle schede è cresciuta senza scrivere un solo nuovo articolo.
Domande frequenti
Quanto dura un audit SEO?
Per un sito aziendale di medie dimensioni, da qualche giorno a un paio di settimane.
Gli strumenti automatici bastano?
Sono utili per raccogliere dati, ma serve una persona esperta per interpretarli e dare priorità.
Dopo l’audit chi fa gli interventi?
Possono farli lo sviluppatore del sito, l’azienda stessa o chi ha svolto l’audit, secondo le competenze.
L’audit iniziale è il primo passo di CMXD SearchBoost. Per una prima verifica senza impegno del tuo sito, contattaci.
