Nelle linee guida che Google fornisce ai valutatori della qualità compare spesso una sigla: E-E-A-T, cioè Experience, Expertise, Authoritativeness e Trustworthiness. Non è un punteggio che si può leggere da qualche parte, ma descrive bene ciò che rende una pagina degna di fiducia. Gli stessi criteri sono utili per capire come ragionano i sistemi che scelgono le fonti per una risposta generata.
Esperienza: hai fatto davvero ciò di cui parli?
L’esperienza diretta è il segnale più difficile da imitare. Un installatore che descrive i problemi tipici incontrati in cantiere, un commercialista che spiega i dubbi più frequenti dei suoi clienti, un negozio che racconta come sceglie i prodotti: sono contenuti che nascono dal lavoro reale.
Sul sito puoi mostrarla con esempi concreti, foto originali, descrizioni dei processi e risposte a domande che solo chi lavora nel settore conosce.
Competenza: sai spiegarlo bene?
La competenza emerge dalla precisione. Usare i termini corretti, citare norme e procedure quando servono, distinguere i casi in cui una soluzione funziona da quelli in cui non funziona. Un testo competente non promette tutto a tutti: indica anche limiti e condizioni.
Autorevolezza: gli altri ti riconoscono?
L’autorevolezza dipende in buona parte da ciò che accade fuori dal sito: menzioni su testate locali, presenza in associazioni di categoria, collaborazioni, recensioni, collegamenti da siti affidabili. Per una PMI non serve finire sui giornali nazionali: contano soprattutto i riferimenti pertinenti al proprio settore e al proprio territorio.
Affidabilità: il centro di tutto
Le linee guida indicano la fiducia come l’elemento più importante. Un sito affidabile mostra chiaramente chi c’è dietro, come contattarlo, quali sono le condizioni del servizio.
- Dati aziendali completi: ragione sociale, partita IVA, sede.
- Contatti reali e raggiungibili.
- Prezzi o criteri di prezzo esposti in modo trasparente.
- Informative su privacy e cookie aggiornate.
- Nessuna promessa irrealistica.
Prova a leggere la home come se fossi un nuovo cliente: in meno di un minuto capisci chi sei, cosa offri, dove lavori e come contattarti? Se la risposta è no, il primo intervento è lì.
Come metterlo in pratica in un mese
- Completa la pagina azienda con storia, persone, competenze e area di lavoro.
- Aggiungi agli articoli un riferimento a chi li ha curati e la data di aggiornamento.
- Inserisci esempi reali nelle pagine servizio, rispettando la riservatezza dei clienti.
- Raccogli recensioni in modo regolare e rispondi a tutte.
Collegato a questo tema c’è il ruolo delle menzioni del brand, spesso trascurato dalle piccole imprese.
Un esempio dal mondo reale
Pensa a due siti di serramentisti nella stessa provincia. Il primo ha testi generici e foto prese da un catalogo. Il secondo mostra lavori realizzati in zona, spiega la differenza tra PVC e alluminio in base all’esposizione della casa, indica i tempi medi di posa e risponde ai dubbi sulle detrazioni rimandando alle fonti ufficiali. Il secondo comunica esperienza, competenza e affidabilità senza dichiararle: le dimostra. È esattamente ciò che un valutatore umano o un sistema automatico cerca.
Domande frequenti
E-E-A-T è un fattore di posizionamento?
Non nel senso di un singolo indicatore misurabile. Descrive però qualità che i sistemi di Google cercano di premiare attraverso molti segnali diversi.
Un’azienda appena nata può essere considerata affidabile?
Sì, se è trasparente: dati completi, contatti chiari, contenuti precisi. L’autorevolezza crescerà con il tempo.
Le recensioni contano?
Sono uno dei segnali più visibili per i clienti e contribuiscono alla fiducia complessiva.
Con CMXD SearchBoost lavoriamo su contenuti e struttura del sito tenendo conto di questi criteri. Per un primo confronto puoi richiedere l’analisi gratuita.
