Chi non lavora nel tuo settore incontra continuamente parole che non conosce: sigle, termini tecnici, nomi di procedure. Spesso le cerca su Google o le chiede a un assistente. Un glossario ben fatto sul tuo sito risponde a queste domande e porta il lettore, passo dopo passo, verso i servizi che gli servono.
Perché funziona
Un glossario risponde a ricerche informative semplici, ad esempio il significato di un termine, e lo fa con il contesto del tuo settore. Ogni voce può collegarsi agli articoli di approfondimento e alle pagine servizio, creando una rete di collegamenti interni naturale. Per i sistemi che costruiscono risposte, le definizioni brevi e precise sono contenuti facili da riprendere.
Come scegliere i termini
- Parole che i clienti chiedono spesso di spiegare.
- Sigle usate nei preventivi e nei documenti.
- Termini che compaiono nelle normative di settore.
- Parole che hanno un significato diverso nel linguaggio comune.
Meglio partire con trenta voci utili che con trecento voci copiate da un dizionario.
Come scrivere una voce
Ogni voce dovrebbe aprirsi con una definizione di una o due frasi, comprensibile a chi non è del mestiere. Poi si può aggiungere un esempio pratico, il motivo per cui il termine è importante per il cliente e un collegamento alla pagina che approfondisce. Evita definizioni circolari che spiegano un termine con altri termini tecnici.
Per glossari piccoli basta una pagina con le voci in ordine alfabetico e un indice. Le voci molto cercate e ricche di contenuto possono avere una pagina propria, purché non siano solo due righe ripetute.
Un esempio per il settore digitale
Un glossario per i clienti di una web agency può spiegare termini come dominio, hosting, certificato SSL, responsive, meta description, Search Console, conversione, remarketing. Per ogni termine, una definizione semplice e un rimando alla pagina dove il tema viene trattato in modo pratico. Il cliente arriva al primo incontro con le idee più chiare, e l’agenzia risparmia tempo nelle spiegazioni.
Mantenere il glossario
Le parole cambiano: nascono nuovi strumenti, alcune sigle diventano obsolete, le normative si aggiornano. Rivedere il glossario una o due volte all’anno lo mantiene affidabile. Conviene anche osservare in Search Console quali voci ricevono impressioni: indicano gli argomenti su cui il pubblico ha bisogno di chiarezza e che potrebbero meritare un articolo.
Domande frequenti
Il glossario può creare contenuti duplicati?
Solo se le voci ripetono testi già presenti altrove. Ogni definizione deve essere originale e collegarsi ai contenuti più completi invece di copiarli.
Serve un plugin per creare un glossario?
Non necessariamente. Una pagina ben strutturata con intestazioni e un indice è sufficiente per la maggior parte delle PMI.
Le definizioni vanno firmate?
È utile indicare chi ha curato il glossario e quando è stato aggiornato, come per gli altri contenuti informativi.
Organizzare i contenuti per categorie e collegamenti interni pertinenti è parte di CMXD SearchBoost. Per una valutazione del tuo sito, contattaci.
