Aprire un report pubblicitario può essere disorientante: colonne, percentuali, sigle. Il rischio è guardare i numeri più vistosi, come visualizzazioni e like, e trascurare quelli che indicano se la campagna sta producendo risultati per l’azienda. Mettere ordine tra le metriche aiuta a prendere decisioni migliori.

Metriche di distribuzione

  • Impressioni: quante volte l’annuncio è stato mostrato.
  • Copertura: quante persone diverse lo hanno visto.
  • Frequenza: quante volte, in media, ogni persona lo ha visto.
  • CPM: costo per mille impressioni, utile per capire quanto costa raggiungere il pubblico.

Servono a capire se l’annuncio viene distribuito e a quale costo, soprattutto nelle campagne di notorietà.

Metriche di attenzione

Le metriche sulla visione del video indicano quanto il contenuto trattiene: visualizzazioni di almeno alcuni secondi, percentuale di persone che arrivano a metà o alla fine, tempo medio di visione. Sono decisive per valutare la creatività, in particolare l’apertura.

Metriche di azione

  • Clic e CTR: quante persone cliccano e in che percentuale rispetto alle impressioni.
  • CPC: costo per clic.
  • Conversioni: azioni registrate sul sito o nell’app, come acquisti o contatti.
  • Costo per risultato: quanto costa ogni risultato coerente con l’obiettivo.

Per campagne orientate a contatti e vendite, queste sono le metriche principali.

La metrica guida

Scegli prima di partire una sola metrica principale per ogni campagna, coerente con l’obiettivo. Le altre servono a capire il perché dei risultati, non a giudicare la campagna.

Come leggerle insieme

Le metriche raccontano una storia se lette in sequenza. Un CPM alto indica un pubblico costoso o molto conteso. Una buona copertura con visualizzazioni brevi indica un’apertura debole. Molti clic con poche conversioni indicano un problema nella pagina di destinazione o un messaggio che attira le persone sbagliate. Ogni anello della catena suggerisce dove intervenire.

Un esempio di lettura

Una campagna di traffico per un corso di formazione mostra un CPM in linea con il settore, una buona percentuale di visualizzazioni complete e un CTR discreto, ma pochissime iscrizioni. La catena si interrompe dopo il clic: la pagina di destinazione si carica lentamente su smartphone e il modulo chiede troppi dati. Il problema non è l’annuncio, e cambiare video non servirebbe. Si interviene sulla pagina, e le iscrizioni aumentano senza toccare la campagna.

I numeri fuori dalla piattaforma

I dati di TikTok descrivono ciò che la piattaforma vede. Per un quadro completo vanno affiancati ai dati aziendali: richieste ricevute, vendite effettive, ricerche del marchio, contatti telefonici. Una campagna può avere poche conversioni registrate ma generare molte ricerche del nome su Google. Ne parliamo nell’articolo su come leggere il report di una campagna TikTok.

Domande frequenti

Un CTR basso significa che l’annuncio non funziona?

Non sempre. Va valutato insieme all’obiettivo: in una campagna di notorietà il clic non è il risultato principale.

I like contano?

Indicano gradimento e possono aiutare la distribuzione, ma non sono un risultato di business.

Ogni quanto guardare le metriche?

Per decisioni operative bastano controlli regolari, ad esempio settimanali. Controlli troppo frequenti spingono a cambiare tutto senza dati sufficienti.

Il report periodico di CMXD ViralReach spiega in modo chiaro le metriche che contano per i tuoi obiettivi. Per capire come stanno andando le tue campagne attuali, richiedi l’analisi gratuita.