Gli strumenti di scrittura basati sull’intelligenza artificiale sono ormai alla portata di tutti. Possono suggerire una scaletta, proporre una bozza, riformulare un paragrafo. Molte aziende si chiedono se Google penalizzi i contenuti scritti in questo modo e come usarli senza rischi.
Cosa dice Google
Google ha chiarito più volte che il criterio è la qualità e l’utilità del contenuto, non il modo in cui è stato prodotto. Le sue linee guida considerano però come spam la generazione su larga scala di contenuti con lo scopo principale di manipolare il posizionamento, senza aggiungere valore per gli utenti. Il confine, quindi, non è tra umano e macchina, ma tra contenuto utile e contenuto prodotto per riempire.
I rischi reali
- Informazioni sbagliate: i modelli possono produrre affermazioni plausibili ma false, inclusi dati, norme e citazioni inventate.
- Testi generici: senza indicazioni precise, la bozza assomiglia a mille altre pagine sullo stesso tema.
- Ripetizioni tra articoli: frasi e strutture quasi identiche in decine di contenuti.
- Tono che non è il tuo: un testo che non suona come l’azienda allontana i clienti.
- Promesse indebite: affermazioni su risultati o garanzie che non puoi sostenere.
Le buone pratiche
- Parti dai contenuti propri: domande dei clienti, esperienze, dati interni, esempi reali.
- Usa l’AI per strutturare e velocizzare, non per decidere cosa dire.
- Fai verificare ogni dato, norma o cifra da chi conosce il settore.
- Aggiungi ciò che solo tu sai: procedure, casi, limiti, consigli pratici.
- Rileggi con attenzione al tono e alle ripetizioni.
Chiediti se l’articolo sarebbe utile anche se nessun motore di ricerca esistesse. Se la risposta è sì, sei sulla strada giusta.
Trasparenza con i lettori
Non esiste un obbligo generale di indicare l’uso dell’AI in un articolo aziendale, ma la trasparenza su chi è responsabile dei contenuti aiuta la fiducia. Indicare l’autore o il team che ha curato e verificato il testo, insieme alla data di aggiornamento, è una buona abitudine. Per alcuni usi specifici, come i contenuti che potrebbero essere scambiati per reali, le norme europee sull’intelligenza artificiale prevedono obblighi di trasparenza: vale la pena informarsi se il tuo caso rientra.
Come capire se un contenuto funziona
Guarda i dati: tempo di lettura, ricerche per cui la pagina compare, contatti generati. Un articolo che non viene letto né trovato non migliora perché è stato scritto più velocemente. Meglio dieci articoli curati che cento articoli simili tra loro.
Il valore dei contenuti originali
Ciò che un modello linguistico non può inventare sono la tua esperienza e i tuoi dati. Un articolo che racconta come affronti un problema tipico, con esempi tratti dal lavoro quotidiano, è difficile da copiare e ha più possibilità di essere considerato una fonte valida. Ne parliamo anche nell’articolo su dati propri e casi reali.
Domande frequenti
Google riconosce i testi scritti con l’AI?
Il punto non è il riconoscimento ma la qualità. Un testo inutile resta inutile chiunque lo abbia scritto.
Posso pubblicare articoli tradotti automaticamente?
Solo dopo una revisione accurata. Le traduzioni non verificate contengono spesso errori che i lettori notano subito.
Quanto tempo fa risparmiare l’AI?
Può ridurre il tempo di bozza, ma la verifica e la personalizzazione richiedono comunque lavoro esperto.
I 50 articoli di CMXD SearchBoost sono pianificati su argomenti e parole chiave distinti, per evitare sovrapposizioni. Se vuoi valutare i contenuti del tuo sito, contattaci.
