Una persona capisce al volo che «da 299,99» indica un prezzo di partenza e che «Paduli (BN)» è un indirizzo. Un programma che analizza milioni di pagine ha bisogno di indizi più espliciti. I dati strutturati servono proprio a questo: descrivono in un formato condiviso chi sei, cosa offri e come è organizzata la pagina.

Che cosa sono in pratica

Si tratta di un blocco di codice, di solito nel formato JSON-LD, inserito nella pagina e non visibile ai visitatori. Usa il vocabolario di schema.org, un progetto sostenuto dai principali motori di ricerca, che definisce tipi come Organization, LocalBusiness, Service, Article o FAQPage e le relative proprietà.

L’importante è che i dati strutturati rispecchino contenuti realmente presenti nella pagina. Descrivere informazioni che l’utente non vede è contrario alle linee guida di Google e può portare all’esclusione dai risultati arricchiti.

I tipi più utili per un sito aziendale

  • Organization o LocalBusiness: nome, logo, contatti, indirizzo, aree servite.
  • Service: descrizione dei servizi, con eventuali offerte e prezzi.
  • Article o BlogPosting: per gli articoli del blog, con autore e date.
  • BreadcrumbList: il percorso della pagina all’interno del sito.
  • FAQPage: domande e risposte presenti nella pagina.

Non tutti generano risultati arricchiti visibili su Google, ma tutti contribuiscono a rendere esplicito il significato dei contenuti.

Perché aiutano anche la ricerca generativa

I sistemi generativi devono collegare tra loro informazioni prese da fonti diverse. Se la tua pagina dichiara in modo strutturato che l’azienda X offre il servizio Y nell’area Z, il collegamento è più semplice e meno soggetto a errori. Non esiste una garanzia di citazione, ma riduci le ambiguità, ed è proprio l’ambiguità a far preferire altre fonti.

Coerenza prima di tutto

Nome, indirizzo e telefono nei dati strutturati devono coincidere con quelli del sito, del profilo dell’attività su Google e delle directory. Piccole differenze, come una sigla scritta in due modi, creano dubbi inutili.

Errori frequenti

  1. Dati strutturati copiati da un altro sito e mai aggiornati.
  2. Prezzi o recensioni dichiarati nel codice ma non visibili nella pagina.
  3. Più plugin che generano schemi duplicati e contraddittori.
  4. Tipi scelti male, ad esempio Product per un servizio professionale.

Come verificarli

Google mette a disposizione il Test dei risultati multimediali e, in Search Console, i rapporti sui miglioramenti. Il validatore di schema.org aiuta invece a controllare la correttezza formale. Conviene ripetere il controllo ogni volta che si cambia tema, plugin SEO o struttura delle pagine.

Un esempio per un’attività di servizi

Per un’azienda che offre manutenzione di impianti a Mendrisio e dintorni, un insieme ragionevole di dati strutturati comprende: un blocco LocalBusiness con ragione sociale, indirizzo, telefono, orari e area servita; un blocco Service per ogni pagina servizio, con descrizione e, se pubblicata, la fascia di prezzo; un BreadcrumbList su tutte le pagine interne; un FAQPage solo dove le domande sono visibili. Quattro tipi, coerenti tra loro, valgono più di dieci schemi generati a caso da plugin diversi.

Domande frequenti

I dati strutturati migliorano il posizionamento?

Non sono un fattore di posizionamento diretto, ma possono rendere il risultato più ricco e aiutano i sistemi a interpretare correttamente la pagina.

Serve un programmatore per inserirli?

Molti temi e plugin li generano in automatico. Conviene però controllare che i dati siano corretti e non duplicati.

Posso inserire le FAQ in ogni pagina?

Solo dove esistono davvero domande e risposte visibili e utili. Inserirle ovunque senza criterio non porta benefici.

Nell’audit di CMXD SearchBoost controlliamo anche dati strutturati, sitemap e indicizzazione. Vuoi sapere come sono impostati sul tuo sito? Scrivici per un’analisi gratuita.