Un sito aziendale accumula nel tempo diversi codici di misurazione: Google Analytics, il tag di Google Ads, il pixel di TikTok, quello di Meta, strumenti di analisi del comportamento, chat. Inserirli direttamente nel codice del sito rende ogni modifica lenta e rischiosa. Google Tag Manager, abbreviato GTM, è un contenitore che si installa una volta e permette poi di gestire tutti i tag da un’interfaccia web.
Come funziona
GTM si basa su tre elementi:
- Tag: il codice da eseguire, ad esempio l’invio di un evento ad Analytics.
- Attivatori: le condizioni in cui il tag si attiva, come la visualizzazione di una pagina o il clic su un pulsante.
- Variabili: le informazioni usate da tag e attivatori, come l’indirizzo della pagina o il testo di un pulsante.
Ogni modifica viene preparata in un’area di lavoro, provata in modalità anteprima e poi pubblicata come nuova versione.
I vantaggi
- Aggiungere o modificare un evento senza toccare il codice del sito.
- Testare le modifiche prima di pubblicarle.
- Tornare a una versione precedente in caso di problemi.
- Gestire in modo centralizzato il rispetto del consenso ai cookie.
Quando serve davvero
Per un sito con il solo Google Analytics e due eventi chiave, GTM può essere superfluo: spesso basta il tag di Google installato tramite il tema o un plugin. Diventa utile quando i tag sono diversi, quando si vogliono misurare interazioni specifiche, quando più persone lavorano sul marketing o quando le campagne cambiano spesso.
In GTM è possibile collegare l’attivazione di ogni tag alle scelte fatte dall’utente nel banner dei cookie. È uno dei modi più ordinati per garantire che nessun tag non tecnico si attivi senza consenso.
Errori comuni
- Tag duplicati, presenti sia in GTM sia nel codice del sito.
- Attivatori troppo generici che inviano eventi in situazioni sbagliate.
- Pubblicazioni senza prova in anteprima.
- Account con accessi condivisi tra molte persone senza controllo.
- Contenitore pieno di tag vecchi che nessuno usa più.
Prestazioni
Ogni tag aggiunge lavoro al browser del visitatore. Un contenitore pieno di script di terze parti può rallentare il sito, peggiorando l’esperienza e le metriche di velocità. Conviene rivedere periodicamente i tag attivi, eliminare quelli inutili e, quando possibile, ritardare il caricamento di quelli non essenziali fino all’interazione dell’utente.
Un esempio
Un’agenzia immobiliare ha sul sito Analytics, il tag di Google Ads e il pixel di Meta, più un evento per ogni modulo di richiesta immobile. Con GTM le richieste per vendita e per affitto diventano due eventi distinti, attivati dall’invio del rispettivo modulo, e il clic sul numero di telefono viene misurato senza modificare il tema. Quando l’agenzia lancia una campagna su TikTok, il nuovo pixel si aggiunge in pochi minuti, collegato al consenso già gestito.
Domande frequenti
GTM è gratuito?
Sì, la versione standard è gratuita.
GTM sostituisce Google Analytics?
No. È un sistema per gestire i tag, tra cui quello di Analytics.
Serve un programmatore?
Per le configurazioni di base no. Per eventi complessi o integrazioni con il sito può servire un supporto tecnico.
Il tracciamento delle conversioni è incluso nella creazione delle campagne CMXD GoogleReach e CMXD ViralReach. Per una revisione dei tag presenti sul tuo sito, richiedi un’analisi gratuita.
