Una persona guarda il tuo video, visita il sito e se ne va. Non significa che non sia interessata: magari era distratta, stava lavorando, voleva pensarci. Il retargeting consiste nel raggiungere di nuovo queste persone con annunci pensati per chi ti conosce già. Su TikTok si realizza con i pubblici personalizzati.
Le fonti dei pubblici personalizzati
- Interazioni con i video: chi ha guardato un certo annuncio o una parte di esso.
- Interazioni con il profilo: chi ha visitato il profilo, seguito l’account, commentato.
- Visitatori del sito: tramite il pixel, chi ha visto determinate pagine o compiuto azioni.
- Elenchi di clienti: caricati nel rispetto delle regole sulla protezione dei dati e delle condizioni della piattaforma.
- Moduli e contatti: chi ha aperto o inviato un modulo istantaneo.
Messaggi diversi per fasi diverse
Chi ha visto un video per pochi secondi conosce appena l’azienda: può ricevere un contenuto che spiega meglio il servizio. Chi ha visitato la pagina dei prezzi è più avanti: può ricevere una risposta ai dubbi frequenti o un caso concreto. Chi ha abbandonato un carrello può ricevere un promemoria del prodotto. Ripetere lo stesso annuncio a tutti spreca il vantaggio del retargeting.
I pubblici simili
A partire da un pubblico personalizzato, TikTok può creare un pubblico simile: persone con caratteristiche e comportamenti analoghi a quelli dei tuoi clienti o visitatori. È un modo per allargare la ricerca di nuovi clienti partendo da un gruppo che conosci. Più il pubblico di partenza è significativo, ad esempio clienti reali invece di visitatori casuali, più il pubblico simile tende a essere pertinente.
I pubblici basati sul sito richiedono il pixel attivato con il consenso dell’utente dove previsto. Gli elenchi di clienti possono essere usati solo se hai una base giuridica valida e lo hai indicato nell’informativa. È un aspetto da verificare prima di iniziare.
Dimensioni e durata
I pubblici di retargeting sono spesso piccoli, soprattutto per le attività locali. Con pochi visitatori al mese il pubblico potrebbe non bastare per una campagna dedicata. In quel caso conviene allungare il periodo considerato, ad esempio gli ultimi novanta giorni, o unire più fonti. Va anche controllata la frequenza: mostrare troppe volte lo stesso annuncio alle stesse persone infastidisce.
Escludere chi ha già convertito
Un dettaglio spesso trascurato è l’esclusione. Chi ha appena acquistato o richiesto un preventivo non dovrebbe continuare a ricevere l’annuncio che lo invita a farlo. Escludere i clienti recenti migliora l’esperienza delle persone e la resa del budget. Allo stesso modo, nelle campagne per nuovi clienti si possono escludere quelli esistenti.
Un esempio
Un negozio online di tè e tisane crea tre pubblici: chi ha guardato metà dei video promozionali, chi ha visitato le pagine prodotto, chi ha aggiunto al carrello senza acquistare. Al primo propone un video su come scegliere la miscela, al secondo un confronto tra i prodotti più venduti, al terzo un promemoria con le spese di spedizione indicate chiaramente. Ogni gruppo riceve il messaggio adatto al suo livello di interesse.
Domande frequenti
Il retargeting funziona con budget piccoli?
Sì, perché i pubblici sono ridotti e qualificati. Il limite è la dimensione minima del pubblico, non il budget.
Quanto tempo deve durare un pubblico di retargeting?
Dipende dal ciclo di acquisto. Per prodotti d’impulso bastano pochi giorni, per servizi ragionati anche diversi mesi.
Posso caricare la mia lista di e-mail?
Solo nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati e delle condizioni di TikTok. Verifica informativa e base giuridica.
Ottimizzazione del targeting e analisi dei risultati sono parte del mantenimento di CMXD ViralReach. Per capire se il tuo sito è pronto a creare pubblici di retargeting, scrivici.
