Cambiare il titolo della homepage, il colore di un pulsante o la lunghezza di un modulo sono decisioni che spesso si prendono per gusto personale. Un A/B test sostituisce l’opinione con la misura: una parte dei visitatori vede la versione attuale, chiamata A, un’altra parte vede la versione modificata, chiamata B. Alla fine si confronta quale delle due ha prodotto più contatti, iscrizioni o acquisti.
Cosa conviene testare
- Il titolo e il sottotitolo della pagina principale di un servizio.
- Il testo del pulsante di invito all’azione.
- Il numero di campi del modulo di contatto.
- La presenza di prezzi o fasce di prezzo nella pagina.
- L’ordine delle sezioni: prima le recensioni o prima i servizi.
Le modifiche con più probabilità di incidere sono quelle che cambiano il messaggio o lo sforzo richiesto all’utente, non i dettagli estetici minimi.
Quanti visitatori servono
È il limite principale per le PMI. Per distinguere una differenza reale da una fluttuazione casuale servono numeri adeguati: con poche decine di conversioni al mese, un test può richiedere molte settimane o non arrivare mai a una conclusione affidabile. Esistono calcolatori gratuiti che stimano la dimensione del campione necessaria in base al tasso di conversione attuale e al miglioramento che si vuole rilevare.
Nei primi giorni una versione sembra spesso nettamente migliore, poi il vantaggio si riduce o scompare. Conviene decidere in anticipo durata e numero minimo di visitatori e rispettarli.
Come impostarlo correttamente
- Definisci un solo obiettivo principale, ad esempio l’invio del modulo.
- Cambia un elemento alla volta, o comunque un messaggio coerente.
- Dividi il traffico in modo casuale e nello stesso periodo.
- Lascia correre il test per almeno una o due settimane complete, per includere giorni diversi.
- Annota ipotesi, date e risultati, anche quando il test non dà vincitori.
Le alternative per siti con poco traffico
Quando i numeri non bastano per un test statistico, si possono usare metodi qualitativi: registrazioni anonime delle sessioni, mappe dei clic, brevi sondaggi agli utenti, test con cinque o sei persone che provano a usare il sito ad alta voce. Non danno una certezza numerica, ma rivelano ostacoli evidenti che spesso valgono più di un piccolo miglioramento statistico.
Un esempio
Uno studio di fisioterapia riceveva molte visite alla pagina delle prenotazioni ma poche richieste. La versione B mostrava i tre trattamenti principali con durata indicativa e un pulsante WhatsApp accanto al modulo. Dopo sei settimane, con un numero di visite sufficiente, la versione B aveva generato più contatti in modo costante e la modifica è diventata definitiva.
Domande frequenti
Un A/B test penalizza la SEO?
No, se le versioni non ingannano i motori di ricerca e il test non dura indefinitamente. Google indica di usare collegamenti canonici e reindirizzamenti temporanei quando si usano URL diversi.
Quale strumento usare?
Esistono piattaforme dedicate e soluzioni integrate in alcuni costruttori di siti. La scelta dipende dal traffico e dal budget.
Si può testare anche una campagna pubblicitaria?
Sì, Google Ads e TikTok Ads offrono strumenti per confrontare annunci e impostazioni.
Le campagne CMXD GoogleReach includono la prova di annunci diversi per capire quale messaggio rende meglio. Se vuoi capire cosa migliorare sulle tue pagine, richiedi un’analisi gratuita.
